Abbazia di Valdicastro Logo

LA STORIA 

L’Abbazia di Valdicastro viene edificata tra il 1005 e il 1009 dalla comunità monastica fondata da San Romualdo, uno dei padri della spiritualità occidentale e istitutore dell’Ordine dei Camaldolesi.
San Romualdo visse per diversi anni a Valdicastro, dove poi si ritirò in eremitaggio e vi morì il 19 Giugno 1027. Il luogo dove il Santo morì, la cripta di S. Biagiolo, si trova a circa 2 km dall’Abbazia ed è tutt’oggi visitabile. La comunità monastica visse a Valdicastro fino ai primi anni del XV secolo; dal suo scioglimento ad oggi, l’Abbazia è sempre stata una proprietà privata.

IL PRESENTE

Valdicastro è legata al lavoro e all’impegno di Donne e Uomini che con impegno e dedizione dedicano la loro vita alla gestione di questo luogo sacro e meraviglioso. 
Dal 1988 si tramanda la passione per questo lavoro, mantenendo sempre la stessa missione insegnataci dai frati Camaldolesi: 

Lavorare rispettando la natura e creare, grazie ad essa, opportunità di vita e di sviluppo alternative alla civiltà dell’industria.

E’ stata una sfida e una vocazione ancora oggi immutata, segnata da un dialogo con la terra che spesso è fatica, ma è soprattutto passione e appagamento che solo una vita in armonia con le stagioni della natura può donare.
La cura quotidiana dei boschi, dei pascoli e degli allevamenti, insieme alla ricettività gastronomica e residenziale, che nasce dal piacere della condivisione e dell’ospitalità: tutto questo è rappresentato dalla fattoria e dall’agriturismo San Salvatore in Valdicastro.

IL LAVORO  
La cooperativa San Romualdo commercializza le carni bovine di razza Marchigiana e Charolaise biologiche, suini della marca, ovini e formaggi stagionati nella grotta millenaria dell’Abbazia.
Tutti gli animali sono nati ed allevati in azienda e si alimentano sui pascoli: è questa la garanzia più importante che viene offerta.
Un lavoro di 30 anni per riuscire a convertire i terreni da convenzionali in biologici attraverso la semina e la concimazione organica di un mix di erbe adatte al nostro territorio montano (trifoglio selvatico, lupinella,..).
Tutto ciò ha contribuito a creare un cotico erboso produttivo che permette agli animali di alimentarsi per 9 mesi allo stato brado. Per i restanti 3 mesi i bovini vengono sistemati nelle rimesse e alimentati con il raccolto aziendale solo ed esclusivamente BIO.
Con il passar degli anni è stato notato un miglioramento della salute e della vitalità dell’animale: facilità al momento del parto, percentuale più alta di fecondità, alte difese immunitarie che permettono di non usar alcun tipo di farmaco. 

IL PASCOLO

Gli animali pascolando in un territorio appenninico di 1000 ettari, all’interno del Parco Gola della Rossa, sviluppano delle caratteristiche organolettiche particolari come un antiossidante naturale che favorisce una frollatura prolungata lasciando tuttavia invariata la qualità della carne e un basso tasso di colesterolo.
Il patrimonio dell’allevamento è rappresentato da: 300 bovini, 500 ovini e 150 suini della marca.
Vengono inoltre allevati, su autorizzazione della Provincia di Ancona, 20 cinghiali.

L’ABBAZIA

Dopo un lungo e complesso lavoro di restauro durato venti anni, l’8 dicembre 2006 è stato restituito alla collettività uno dei più importanti monumenti dell’architettura romanica nelle Marche.
E’ stata una sfida che la cooperativa ha affrontato con tenacia, consapevole di lavorare per donare nuova vita ad un luogo ricco di storia e dei valori più autentici che hanno da sempre segnato il dialogo tra uomo e natura.
Consapevoli della forza e dell’importanza di questo luogo si è deciso di condividere questo immenso patrimonio con tutti coloro che amano la natura e le tradizioni più vere allestendo camere confortevoli, ma anche spazi comuni dove poter incontrarsi o gustare la cucina tipica della tradizione marchigiana, secondo i valori lasciati in eredità dalla storia e dagli uomini di fede che qui hanno abitato: il rispetto e la difesa della natura, il lavoro dell’uomo in armonia con essa, la tutela dello straordinario patrimonio monumentale, il piacere dell’ospitalità e dell’accoglienza.